Gli inventari del PCI e la partecipazione delle comunità. L’esperienza dei workshop di capacity building


Chiara Bortolotto, intervento al convegno “Il patrimonio culturale immateriale tra società civile, ricerca e istituzioni/The Intangible Cultural Heritage between civil society, research and institutions”, 24 – 25 gennaio 2013, Milano, Regione Lombardia

Tramite l’attività di “capacity bulding” l’Unesco promuove i principi della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale e assiste gli Stati nella definizione di programmi di applicazione di quest’ultima.

Questo intervento cerca di analizzare alcuni aspetti della strategia di capacity building attraverso un’analisi riflessiva del mio coinvolgimento in questo programma. Qual è l’impatto dei principi di uno standard internazionale su quelli esistenti delle politiche nazionali o della pratica istituzionale? Più specificamente, quali sono le reazioni degli addetti ai lavori di fronte all’approccio proposto dall’Unesco che modifica il rapporto tradizionale tra ricercatori (antropologi e altri professionisti del patrimonio) e i cosiddetti “portatori” di quest’ultimo, ovvero gli attori che riproducono le pratiche erette al rango di patrimonio.

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